Non Ci Resta Che Il Crimine: A Spasso Nel Tempo Con Una Frizzante Commedia Italiana

Gennaio 10, 2019 2:17 pm
Non ci resta che il crimine! Roma, 2018. Tre amici sbarcano il lunario inventandosi un “tour criminale” per i luoghi che furono il teatro delle gesta della banda della Magliana, con tanto di abiti d’epoca. All’improvviso però vengono catapultati nel 1982, nei giorni dei mondiali di Spagna, trovandosi di fronte la vera banda della Magliana, che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio.

Non ci resta che…Si può scherzare sulla Banda della Magliana? Sui rapimenti, le rapine, gli omicidi, il traffico di droga, il gioco d’azzardo e i legami con la politica? Il regista Massimiliano Bruno ne sembra convinto. Così “Renatino” (il boss Enrico De Pedis) si trasforma in un capo in fondo non così spietato, che cede anche a qualche gesto di “tenerezza”. E i suoi compari sono svelti con la pistola, ma un po’ meno col cervello.

Sono un gruppo da temere, che però esercita un certo fascino sugli scapestrati amici venuti dal 2018: uno ha letto tutti i libri che li riguardano, un altro impara a mostrare i muscoli dopo averli affiancati in una delle tante scorribande criminali. I “banditi” vengono dipinti come dei cattivoni di strada, ragazzacci, minorati da tutelare, talvolta assassini.

Mescolando fantasy, commedia e gangster movie con tre riferimenti cinematografici ben precisi – “Ritorno al futuro”, “Non ci resta che piangere” del duo Troisi/Benigni (a cui rimanda anche il titolo) e “Romanzo criminale” – il film si regge su buone idee di partenza e un ottimo cast.

 

Note di Regia

Il regista dico: <<Credo che Non Ci Resta che il Crimine sia un film atipico nel mio percorso professionale. Avevo proprio voglia di testare delle corde nuove, di avventurarmi in spazi che non avevo ancora sondato nei numerosi film che ho scritto o diretto per la IIF.

Mi piaceva l’idea di mescolare i generi e di legare la commedia all’action-movie e al fantasy. Volevo insomma divertirmi su quel terreno di gioco già sperimentato da Benigni e Troisi nell’indimenticabile “Non ci Resta che Piangere” e allo stesso tempo provare a respirare l’aria di “Ritorno al Futuro” e immergermi nelle tinte forti di “Romanzo Criminale”. Il cinema è un’arte in cui bisogna sperimentare continuamente, solo così riusciremo a trovare nuove strade>>.

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